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Abbiamo il piacere di informare tutti i nostri clienti, amici e conoscenti che il Tribunale di Roma con l’ordinanza cautelare del 22 marzo scorso ha riconosciuto la fondatezza della posizione della nostra azienda GMV, la quale ha in essere un contenzioso con il dott. Giorgio Fippi , Plume s.r.l. e Plume Italia s.r.l. ritenuti responsabili di contraffazione di marchi e di varie forme di concorrenza sleale. Il Tribunale di Roma ha, di conseguenza, così disposto in via cautelare:

“PQM

visto l’art. 121 bis, 126, 129 e 133 c.p.i e 2598 c.c.: inibisce ex artt. 131 c.p.i., 2599 c.c. e 700 c.p.c. al dott. GIORGIO FIPPI a PLUME S.R.L. in persona del legale rappresentante pro tempore e a PLUME ITALIA S.R.L. la prosecuzione di qualunque uso nell’ambito della propria attività economica (anche in tutti i siti internet e/o sulle pagine social) delle denominazioni “plexr”, “plexer”, “pled”, “Felc”, “Felc+” “Vibrance”, “Off” o comunque di denominazioni di carattere analogo e/o simile alle stesse che risultino in contraffazione dei marchi, registrati e/o di fatto, nomi di dominio di titolarità di GMV o che siano idonei ad ingannare il pubblico e/o comunque in concorrenza sleale rispetto all’attività di GMV: inibisce, altresì, ex art. 133 c.p.i. al dott. Giorgio Fippi l’uso nella propria attività economica dei siti internet contraddistinti dai nomi di dominio “plexr.cloud” e “plexer.cloud” o comunque di siti con denominazioni di carattere analogo e/o simile e, di conseguenza, dispone il trasferimento provvisorio degli stessi siti in favore di GMV s.r.l.; ordina ex artt. 131 c.p.i., 2599 c.c. e 700 c.p.c. il ritiro dal commercio di tutti i prodotti e del materiale pubblicitario riferibile al dott. Giorgio Fippi, a Plume s.r.l. e a Plume Italia s.r.l. relativo ai prodotti denominati “plexr”, “plexer”, “pled”, Felc”, “Felc+” “Vibrance”, “Off” o comunque con denominazioni di carattere analogo e/o simile alle stesse; ordina ex artt. 126 c.p.i., 2599 c.c. e 700 c.p.c. la pubblicazione del provvedimento, a cura della società ricorrente e a spese dei soggetti resistenti, per due volte in giorni consecutivi, a caratteri doppi del normale e con i nomi delle parti in grassetto, in formato non inferiore a 24 moduli, sui quotidiani “Il Messaggero”, “La Repubblica” e “Il Tempo”; fissa ex artt. 131 c.p.i. e 614 bis c.p.c. a carico di tutti i soggetti resistenti, nella misura di € 200,00, la penale dovuta alla società ricorrente per ogni violazione o inosservanza rispetto all’emanando provvedimento e di € 500,00 per ogni giorno di ritardo nella sua esecuzione dopo la data di comunicazione del medesimo; condanna le parti convenute alla rifusione delle spese processuali nella misura di € 535,00 per esborsi ed € 2500,00 per competenze professionali oltre imposte e accessori e rimborso forfetario spese generali come per legge.”

Tale provvedimento cautelare è stato poi confermato in sede di reclamo con lordinanza collegiale del 22 giugno 2018, la quale ha respinto ogni argomento proposto dalle controparti contro GMV.

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